Giusy e Vinod:
alla vita non si chiede mai troppo

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«Guarda, hai un ciglio qui». Giusy indica il viso di Vinod che con sguardo interrogativo avvicina un polpastrello al naso, proprio dove c’è il dito della moglie. Eccolo il ciglio, che resta attaccato all’indice. Gli occhi intensi e scuri di questo ragazzo di origine indiana si fanno grandi. Gli viene in mente quel gioco che si faceva da piccoli: stringe il ciglio tra due dita ed esprime un desiderio. Lo fa alzando gli occhi al soffitto, poi chiudendoli, e con il sorriso sulle labbra di bimbo furbo pronto a farne una delle sue.

Quando si conobbero Giusy fu chiara:
«Ho la sclerosi multipla. Oggi sto bene ma potrebbe non essere sempre così».

Un sorriso che dice tutto di lui, e Giusy lo sa bene. Lo osserva accanto a Laura e Andrea, i loro amici di sempre, oggi qui a chiacchierare al tavolo del soggiorno di questa nuova casa. Le risate chiassose si fanno più miti, e mentre Vinod sceglie il suo desiderio si smorzano del tutto. Tutti sanno, tutti capiscono qual è questo desiderio.

Ora Vinod è pronto, abbassa lentamente la testa, riapre gli occhi. Accosta il polpastrello alle labbra e soffia, sicuro e senza esitazioni. Perché lui lo sa: non potrà che andar bene.
E infatti è quel che accade: il ciglio rimane sulla punta dell’indice e al soffio vola via, libera di correre per il mondo.

Quel sorriso che ora spunta sui volti dei quattro amici vuol dire molto, per loro che nonostante il tempo che passa sono sempre gli stessi.  Scherzano e si prendono in giro, ma oggi qualcosa in più da raccontarsi c’è.

La protagonista è Giusy, viso dolce e un pancione che al sesto mese ormai si vede bene. Una decisone, quella di diventare genitori, a cui lei e Vinod sono arrivati con tutta la passione e la convinzione di questo mondo.

Quando si conobbero Giusy fu chiara: «Ho la sclerosi multipla. Oggi sto bene ma potrebbe non essere sempre così». E Vinod disse sì, senza tentennamenti. I suoi amici gli ricordarono che non sarebbe stato semplice, pur senza intromettersi in una scelta che del resto era già presa: sarebbe stata Giusy, e solo lei, la donna della sua vita, quella che lo avrebbe fatto diventare padre.

La determinazione non manca, a questa coppia affiatatissima: da quella sera di tre anni fa che li fece incontrare, nel locale dove hanno passato tante ore in compagnia, non si sono mai separati un momento.

Non privarsi delle gioie della vita

«Sentiamo, sappiamo che ce la possiamo fare benissimo».

Ne sono convinti ancora oggi, e ancor di più mentre parlano a Laura e Andrea del piccolo Isaac che inizia a farsi sentire da dentro il pancione. «Sarebbe stato un peccato privarsi di una gioia così grande solo per una malattia che almeno per ora non ci toglie nulla. Sentiamo, sappiamo che ce la possiamo fare benissimo», dice lui. «In fondo ci sono coppie che non hanno una malattia da affrontare, ma hanno comunque altri problemi», aggiunge Giusy, che certo non nasconde le difficoltà: la stanchezza e l’affaticamento, unici sintomi che oggi la malattia le causa, stanno rendendo queste settimane un po’ pesanti, complicate da un trasloco non proprio semplice.

Oggi Giusy non lavora, ha l’invalidità e un po’ le pesa perché è sempre stata attiva. Vinod, impegnato in un corso per diventare agente di polizia, sente di doverle dedicare tutto il suo tempo libero anche se sa che sarà difficile conciliare la famiglia con le frequenti trasferte. Ora però è positivo e lo si vede. «La mia gravidanza lo ha reso più attento nei miei confronti, e addirittura più loquace», aggiunge lei scherzando.

L'amore infonde tranquillità

Ce la faremo?

Riservato e calmo di indole, Vinod si rilassa con il modellismo. Attiva, chiacchierona ed estroversa, Giusy è l’opposto. E proprio per questo non c’è dubbio che siano fatti l’uno per l’altra.

Quegli sguardi complici, quelle mani che si cercano mentre lei tira fuori le parole giuste per descrivere l’amore parlano per loro: «Quando sono stanca e nervosa mi basta toccarlo, e subito mi tranquillizzo». Lui scherza, fa il bambinone mentre lei cerca di parlare seriamente. Ma dietro quell’aspetto si nasconde un uomo risoluto, serio, responsabile, maturo. Doti rare oggi, a poco più di trent’anni.

E allo stesso modo dietro le insicurezze e le paure di Giusy, dietro ai suoi “ce la faremo?”, c’è una giovane donna forte e positiva. Dopotutto i medici l’hanno rassicurata: «La neurologa mi ha detto che adesso sono una paziente ginecologica, la priorità è la gravidanza», racconta. Che poi è un modo per dire “ce la potete fare tranquillamente”..

Ce la si può fare. Sempre.

Perché sì, ce la si può fare anche in mezzo a mille difficoltà pratiche (in fondo quale coppia non ne ha?) se si prende tutto con un po’ di filosofia. «Se un ragazzo nella mia situazione mi chiedesse consigli gli direi di non avere paura», aggiunge Vinod con un’espressione di colpo seria, e ancora più profonda. Lei lo osserva come una mamma e una bimba insieme, e abbassa gli occhi. Riflettono un secondo, poi tornano a sorridere. Sì, è proprio così: la vita è dentro a un battito di ciglia e va vissuta tutta, senza aver paura di chiederle troppo. Fino all’ultimo soffio.

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